Io ci sono!!

ci sei Ention?

Si io ci sono, ma sono in attesa. E l’attesa è lunga.

Ci sono stati problemi alla strumentazione di Radio2001.

Huston abbiamo un problema!!!  Ed è quello il motivo per cui non sono dietro al microfono.

Volevo riprendere a scrivere su questo blog appena ripartiva il palinsesto, dopo le ferie estive.

Ma al rientro qualcosa è andato storto. Ed eccomi qui a temporeggiare. Aspettare. Giustificare con tutti quelli che mi fanno sempre la stessa domanda : ma la radio?

Non perchè senza radio2001 non si vivrebbe, e credo nemmeno con radio deejay, ma era quello che trasmettevo alle persone!

Qualcosa che alla lunga ha fatto credere che Questa radio è importante per me e per chi ci lavora per tenerla in piedi.

Questi sono momenti difficili dove è facile buttare fango, e le cose facili sono sempre le più opzionabili :)

Ma io non smetto di crederci. Quando dai tanto a un lavoro, qualcosa indietro ti torna. E non il fango verbale di chi a puntare il dito è sempre in prima linea.

Radio2001 a me ha dato tanto. E quindi :

IO ci sono. E sono in Attesa.

E tu?

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Non voglio andare in ferie

Si! Leggi bene : non voglio andare in ferie.

Lo dico seriamente, un pò rassegnato, ma lo dico. Ci sono costretto.

Tre settimane di ferie. Tre settimane lontano dal posto in cui vivo durante tutto l’anno.

Casa mia. I miei amici. I miei progetti. La Radio. Il mio lavoro. Si anche quello, perchè la routine quotidiana te lo fa passare in fretta. Il partire e il tornare, te lo ferma. Cose nuove da fare che non faccio tutti i giorni. Quindi lavoro in più.

La radio mi manca e mi mancherà. Parlare al microfono, è come dar vita a una parte di te che non sapevi che c’era. E quella parte ti piace tanto.

I miei amici. Maledetti :P ne senti la mancanza anche quando sei qui tutto l’anno, è un pò come essere a casa tua in qualsiasi posto dove ti trovi con loro.

La ragazza….la classica che “stai conoscendo” anche lei parte per le ferie. E intanto ti chiedi se tornerà con qualcuno che ha conosciuto meglio di te.

Speriamo di no. Con le ragazze a volte è un costruire la piramide con le carte da gioco : basta che ne cada una, per far cadere tutta la piramide. Se si parte per le ferie, chi ti dice che al ritorno si trovi ancora li.

La piramide di carta ovviamente :)

E poi casa mia. Dormire, svegliarsi, farsi la doccia, sedersi sul divano, guardare un film, leggere un libro. Durante le ferie tutte queste cose, cambiano faccia. Sono cose comuni a quando facevi in casa tua….ma non sei a casa tua. Sei fuori, in hotel a casa di parenti di amici in campeggio al mare in montagna.

Non sei a casa tua.

Non è che mi fanno schifo le ferie :) il motivo è Fermare tutto e riprendere dopo.

Nel mentre c’è un attesa.

è come vedere un bel film insieme ai tuoi amici spamparazzati sul divano e a metà del primo tempo, ti alzi metti in pausa e poi,  ti giri con molto garbo e gli dici : raggazzi lo riprendiamo dopo le ferie.

Nooooooo

Quando ritorni, non c’è più lo stesso entusiasmo. Alemo non per tutti. Alcuni non lo vorrano più vedere, altri si sono dimenticati la prima parte.

Il riposo della vacanza nel giro di un mese, perde tutto il suo effetto. E poi si ritorna alla quotidianetà.

Due anni fa, avevo fatto una ricerca tra gli anziani del mio paese su come si viveva ai primi del 900.

Da non credere. Si lavorava sette giorni su sette. Tutto l’anno. per due pasti al giorno. E si viveva bene. Sani forti e robusti.

Oggi c’è troppo, e sembra che non basti mai.

Tornando a noi, credo di essere troppo affamato, di non volermi fermare e continuare a lavorare perchè c’è tanto da fare ancora,

E questo modo di vivere il mio pensiero mi porta a guardare male anche un periodo di ferie.

 

….cercherò di scrivere anche se partirò, un pò per nostalgia di questo posto, e un pò per raccontarmi.

alla prossima caro vecchio e fedele lettore :) :) :)

il video è tratto dal programma di mediaset “il senso della vita” , la parte che condivido è al 1.50 minuto :  “siate affamati, siate folli”!!

godetevelo

 

 

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Partenze

Arriva il momento del “Partono tutti”!

Dopo averne parlato, sperato, organizzato…gli amici si trovano al solito ritrovo a pagamento la sera prima della partenza. I discorsi sono un pò i stessi di quindici giorni alla partenza. Solo che adesso, sembrano più vivi. Non rimane che augurarli buone vacanze con frasi di uso comune per queste circostanze :  non tornate con qualche malattia :P :P   non fate i bravi, dimenticatevi della vostra famiglia.

E tu che non sei partito? E io, che non parto ancora?

Si rimane in città! Purtroppo i luoghi che facevano da sfondo alle uscite con gli amici, non valgono più.

Non ci sono gli amici. C’è solo lo sfondo. Allora capisci l’importanza degli amici con o senza un locale, una strada, un posto qualunque : il giusto condimento a un’insalata saporita.

Allora che si fa? Ci si fa nuove amicizie, dirai tu!

Facile a dirsi,ti dirò io. Perchè vedi, non è tanto rimpiazzare alcune persone che sono partite, e che torneranno  fra una decina di giorni.

Il vero problema è trovare le stesse sensazioni che ti garantiva “l’amico” : Spensieratezza, il diritto di dire qualsiasi minchiata e non essere preso per scemo ma godendola con una sana risata.

Ma c’è di più, di una semplice minchiata! Ci sono i silenzi. Quelli che puoi condividere senza per forza dire qualcosa.

Perchè se inzi a cercare nuove amicizie, devi dir pur qualcosa di te. Che non sei un psicopatico, uno sfigato, un qualsiasi cosa che dica a loro :  ehi raga sono uno di voi :P

Ma quando arriva il momento dei silenzi, ed è quel santissimo momento che condividevi con chi avevi dato tutto, e anche di più, quindi meritato, Ti rendi conto che non è la stessa cosa.

In quel momento capisci che la stramaledetta partenza estiva è un duro colpo da mandar giu. Aspettando la tua di partenza, che coincide con l’arrivo dei tuoi amici.

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è come l’anno scorso

vacanze

E anche quest’estate, bisogna andare in vacanza. Ci vanno tutti, e noi pure.

Si ma dove? Dove andare quest’estate? Bisognerebbe avere la soluzione pronta ogni anno!

Invece, ogni anno è sempre un bel problema!

Al solito ritrovo a pagamento, questa sera, in compagnia di una coca cola senza ghiaccio e di quattro amici,

si discuteva di dove andare.

Il mio caro e vecchio buon Ste era aggiornato ogni minuto da un messaggino della morosa che gli proponeva mete a basso costo e alto contenuto di divertimento.

Poi c’era Danilo e suo fratello Alessio ospiti da parenti in costa azzurra.

Per ultimo, Francesco, preso più da impegni lavorativi che da organizzare vacanze.

Queste sono le classiche situazioni dove ci si trova ad aver a che fare quando si organizza l’estate :

-ricerca di viaggi a basso costo;

-ospiti da parenti;

-lavoro e niente vacanze!

E io? Come sono messo questa Estate? Come ogni Estate : mi organizzo all’ultimo. Se va bene. Se ci sono le vacanze.

Quest’anno sembra che ci sono. Non mi resta che organizzarmi. Ma prima bisogna scegliere che tipo di vacanza deve essere.

Di solito non è mai divertimento frenetico, sveglio fino all’alba, discoteca, bevute, sperduti senza memoria il mattino seguente.

Di solito è : Staccare la spina, Relax. Dimenticare tutto. Fare finta di aver perso la memoria…e anche il telefonino.

Questa è la mia vacanza. e la tua ?

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Cosa voglio fare da grande

Ma a te, che lavoro ti piacerebbe fare?

Nei tempi che stiamo attraversando…sono sicuro che mi diresti : mi piacerebbe lavorare!

E gia quello è tanto, troppo magari. Ma lasciando da parte l’analisi del mondo del lavoro, credo che ognuno di noi ha sempre avuto nella testa il Lavoro che gli sarebbe piaciuto fare. Tutti, nessuno escluso.

Se la crisi ha distorto le tue prospettive, caro lettore, per aiutarti ti consiglio di tornare indietro nel tempo.

Quando eri piccolo, un bambino o una bambina alle elementari, che alla domanda della maestra su cosa volevi fare da grande, Cazzo se sapevi rispondere.

Era l’unica cosa certa che sapevi e non vedevi l’ora di dirlo o scriverlo nel tema in classe : Cosa voglio fare da grande!

Io volevo fare l’astronauta :)

Non sapevo cosa dovevo fare per diventare un’astronauta, ma mi piaceva pensarlo, volerlo e sognarlo.

E questa cosa faceva di me un Bambino! Desiderare una cosa, senza limiti di “Desiderio”!

Tanto mi piaceva pensarlo, volerlo e raccontarlo che nella stessa misura, si impegnavano a scoraggiarmi per non farlo.

Erano quelli che sapevano dei “limiti del desiderare”

Un tassello alla volta, dalle elementari alle medie, completavano il quadro secondo qui è molto difficile diventare astronauti : è un lavoro difficilissimo, bisogna studiare tanto, ci sono pocchissime persone che fanno gli astronauti, bisogna studiare tanto, lo spazio è solo per pochi,bisogna studiare tanto.

Ci siamo capiti. Io e loro. Non avevano tutti i torti. Ma non avevano nemmeno ragione.

A scoraggiare i bambini ci vuole poco. A crescerli ci vuole tanto.

E a crescerli abituandoli ad abbandonare i propri sogni ci vuole più o meno il giusto.

Ma è sbagliato. Cosi da grandi, abituati a vedere i sogni come imprese nel mezzo tra fantasia e realtà, arriva il momento che bisogna fare i conti con la sola che rimane : la realtà.

Un lavoro. Uno stipendo.

Almeno quello, non importa come, se bello o brutto ma un dannato lavoro che mi dia uno stipendio che mi porti a fine mese!!!!

Devo ricaricare il cell. mi servono soldi!!!!

Stasera c’è la pizzata con gli amici, mi servono i soldi!!!!! Nonna devo pagare la rata della macchina, papà hai qualche euro da prestarmi, mamma ci sono i saldi. Capo ho bisogno di un anticipo.

Pronto,  Salve mi chiamo Ention rispondo per quel annuncio di “adetto alla grilgia”

 

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Perchè loro si e noi no?

Oggi al lavoro,

mentre stavo facendo le pizze, si avvicina al banco della pizzeria, una bambina.

Poteva avere 5 o 6 anni.

Capelli a cascetto e occhi chiari, molto carina, ma non mi sorrideva. Guardava quello che stavo facendo.

Allora per dimostrarmi un bravo ragazzo, le sorrisi. E per sciogliere il ghiaccio, aggiunsi anche un : “ti è piaciuta la pizza” :) ?

Prima un accenno con la testa e poi un “Si” ripetuto due volte.

E intanto rimaneva li a guardarmi. Solo per il semplice gusto di “vedere”.

Un pò per curiosità di una cosa nuova.

Dal vivo, invece che in televisione. Magari anche  per “senza nessun motivo” , ma solo stare li e osservare.

In quel momento ho continuato a lavorare, ma solo dopo mi è passato per la mente, una stranezza del nostro vivere :

perchè a loro è permesso e a noi no?

Immaginatevi di avvicinarvi a una persona che non conoscete, magari per strada, o in un locale. Donna o uomo che sia, iniziate a fissarla. A vederla. Senza fare strane espressioni ma solo guardarla.

Sapete gia che non è un modo educato da fare. Sapete anche, che andate in contro a seri problemi.

Pensate cosa può succedere se fissate un poliziotto. Bella grana. Come rovinarsi la giornata.

Però un bambino può fissare un poliziotto, e magari esserne ricambiato con un sorriso….polisesco :P

Perchè loro si, e noi no?

Perchè se ho voglia di piangere mi devo vergognare, ma quando ero bambino strillavo cosi tanto affinchè tutti mi sentissero?

Perchè se ho voglia di fare cose infantili e quindi belle e spensierate, mi devo sentir dire che sono un bambino, ma quando ero piccolo e facevo cose infantili belle e spensierate nessuno mi cacava?

Perchè loro non pensano al tempo, e il tempo gli è amico. Mentre noi più pensiamo al nostro di tempo, più questo ci è ostile?

Perchè da grandi non ci dicono che siamo tanto carini e belli come c’è lo dicevano quando eravamo piccoli?

Perchè loro si e noi no?

 

I motivi sono tanti!

Le riposte credo non servono nemmeno, però, almeno noi abbiamo la consapevolezza di Farle tutte queste cose, mentre loro no.

Loro le fanno e basta.

Noi siamo catalogati! Non ci è permesso far finta di niente e far cose “giusto per” o solo per curiosità.

Il prezzo da pagare da entrambe le parti è questo : la consapevolezza.

Loro non c’è l’hanno ma “Fanno” , noi abbiamo la consapevolezza e per questo non possiamo.

 

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Di cosa abbiamo bisogno?

Ho finito di leggere “la fine del mondo storto” di Mauro Corona

Penso che, finito di leggerlo, un libro dovrebbe lasciarti qualcosa, un insegnamento, magari consigli…o meglio ancora evitare di comprare lo stesso autore se il libro non è stato di nostro gradimento :P

Scherzi a parte.  A me, questo libro, ha lasciato una semplice riflessione :

“Del resto, quando si è vivi e si combinano due pasti al giorno che serve d’altro?”

Una frase che butta a terra tutto il castello di sabbia che l’uomo moderno ha costruito nell’ultimo secolo “breve”!

Telefono? Macchina? Televisione?Internet? Facebook?  Da queste cose, ormai dipendono tutti.

L’autore le abbatte tutte mostrandoci cosa siamo senza la tecnologia : siamo solo esseri umani!  E una volta che abbiamo “combinato due pasti al giorno” tutto il resto è Superfluo.

Perchè ricordalo? Perchè il superfluo crea stress!

E non so te, caro amico, cara amica, ma lo stress non è un bel modo di vivere, l’unica volta che ci è permesso di stare a questo mondo!

Non facciamoci ingannare da molte cose, che non ci servono e che tra l’altro lavoriamo per comprarle.

Abbiamo bisogno di poche cose, semplici – fondamentali  e Vere!

Una volta che la mente e il corpo hanno avuto il giusto “carburante”, possibilmente sano e non geneticamente modificato :P

nutriamo altre parti del nostro Essere: gli affetti, i sentimenti, le emozioni : il sale e lo zucchero della vita.

Tutto il resto, gira attorno a queste cose.

…”Tutto quello che possiedi alla fine ti possiede”

 

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è un bichiere di vino con un panino

“Essere felici migliora lo stato di salute e aumenta la longevità”

a sostenerlo uno studio, primo nel suo genere, realizzato da un professore emerito dell’University of Illinois, che ha messo insieme 160 esperimenti .

Posso intervenire?

credo che non ci siano molte cose scontate in questo mondo,

ma una di quelle è sicuramente il “dato di fatto” a riguardo che la felicità migliora lo stato di salute…e aumenta la longevità!!!

Ma diamine, tutti vorrebbero essere felici!

C’era bisogno di scomodare “160 esperimenti” per evere una conferma???

Il vero problema, è che la felicità è una cosa molto soggettiva, a te può andar bene  una bella macchina, mentre a lei può andar bene un lui. E cosi che si conquista la felicità…con l’avere :P

Su una cosa credo che possiamo essere tutti d’accordo : la felicità non è duratura!

è una via vai di alti e bassi.

Ma quando arriva, sei in alto amico. Ed è bello.

un amico/a, un ragazza/o un parente…uno sconosciuto. Tutti impegnati a nell’accrescere la nostra felicità cosi come a decrescerla…

cosa bisgnorebbe fare per essere felici?….ci dicono che fa bene….ma facciamo esempi pratici….niente bla bla bla.

perdere la testa per qualcuno? quello è più un stress mentale….piacevole e sofferente nello stesso momento!

avere più soldi? c’è chi ne ha tanti…ma la stessa quantità non c’è l’ha in felicità :P

una casa da sogno, una vacanza lussuosa…questi sono esempi di felicità?

per la nostra società..e tutto quello che ci passa sotto i nostri occhi, penso di si.

Ma sappiamo bene che quello che vediamo, non sempre è quello che vogliamo, anche se lo desideriamo :P

 

Parer mio? c’è sempre un compromesso:  ogni brutto momento che viviamo, dovremmo vivere uno altrettano bello, giusto per pareggiare i conti :)



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Fare radio

La prima volta che si parla davanti al microfono di una radio, non  la dimentichi più.

Bello. Emozionante. Una bella figata da raccontare ai proprio amici.

I dieci secondi che anticipano la diretta  sono quelli più duri. Un’ansia terribile.

E quando parte la diretta, ti sembra di essere in una dimensione dove esce qualcosa di buffo consapevole di esserlo e soprattutto di non essere più se stessi!

Bene. Questo è  la prima volta.

Dopo, non è proprio cosi. Dopo, diventa un lavoro che con la parola “Figata” a poco a che fare. Pocchissimo direi :P

 

Fare radio, per me significa mantenere un impegno. Realizzare una diretta, significa lavorare.

Lavoro fuori dalla radio e dentro la radio.

Quando sono in macchina. Mentre leggo un libro. Seduto al bar con gli amici.

C’è sempre una parte della mia mente, attiva per la radio. Una parola nuova, una canzone da usare nello stacco giusto, le prime battute dopo la sigla,

qualsiasi cosa che quella parte del cervello filtra, per poi passarla nella memoria a lungo termine e da li, tenerla buona per la diretta.

Fare radio Oggi, è più difficile di come lo era, anche solo dieci anni fa.

Tra le radio nazionali, quelle locali, le web radio, il digitale terrestre, l’ipod, facebook, youtube, internet…chi ti ascolta più?

Eh si, perchè tutto quello che fai, lo fai per un solo motivo : l’ascoltatore

Allora, caro fedele lettore e possibile ascoltatore :)

mi piacerebbe aggiungere due righe su quello che gira attorno alla parola “Fare radio” in questo momento della mia umile esistenza :)

Per tre ore di diretta radiofonica tu Ascoltatore contribuisci a :

-Sveglia la mattina……… senza voglia!

-Riscaldamento della voce con stupidi e serissimi esercizi di dizione!

-Ricerca di argomenti possibilmente interessanti!

-Trovare canzoni orecchiabili e adattabili al momento giusto!

-Rimanere a stomaco vuoto bevendo solo acqua un’ora prima e durante le tre ore!!!!!!!

-Innaspettati problemi tecnici e non,  durante la diretta (brutto davvero)!!!

-Le volte che non hai voglia, ma lo fai!

-Le volte che hai una voglia matta e non puoi!

…….per tutto questo e altro ancora :

grazie grazie grazie  :)

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Avvertenze d’uso

Ci tenevo a dirti, anzi a scrivere,

che questo blog non rappresenta un impegno sociale, una presa di parte, o un posto dove denunciare cose che vanno male e che dovrebbero andare bene, e intanto peggiorano.

Questo blog, è un luogo, dove vengo, quando ho qualcosa di interessante che mi passa per la mente.

Qualcosa che oltre a interessarmi, penso che valga la pena fermare sulla carta. Si sarebbe detto un tempo.

Un pensiero fisso che mi acompagna durante la giornata. Un’incontro. Una persona. Un sentimento.

Insomma, Io.

E poi ci sei tu. Tu che in questo momento stai leggendo. Io che nello stesso momento sto scrivendo.

Allora posso dire che è un bel momento dove ci incontriamo. Io che ti mando un messaggio. E tu che lo ricevi.

Ovvio che io sono un’pò indietro, nella fascia temporale, rispetto a dove ti trovi tu. In questo momento sono le 2.25 di notte.

Tu magari sei qualche ora, o giorno più avanti di me. Ma non fa molta differenza. Quello che voglio dirti, ti arriva.

Sappi però, caro lettore, che in quello che scrivo, ci metto impegno, serietà e soprattutto voglia!

Quando si prende seriamente una cosa, c’è molto lavoro dietro. E questo posto, per me lo è!

Quello che hai letto fino a questo momento, è stato scritto, cancellato, riscritto, visonato, una, due e tre volte.

Anche questo, si, queste singole parole, frasi, virgole, punti, domande…..video da youtube.

Non pensare che vado di fretta.

Pensa che, prima di leggere un mio umile  articolo, il sottoscritto ci ha messo impegno, tempo e voglia.

Bene, direi che possa bastare cosi ;)

Il video questa volta, non è coerente con la parte che c’è qui sopra, però, è coerente con me. E specialmente con questo posto ;)

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